lunedì 6 settembre 2010

SAGRA DEL FUNGO PORCINO A ORIOLO 2010

Si avvicina uno dei momenti culinari più importanti di Oriolo Romano: la mitica Sagra del Fungo Porcino (o, come direbbe mia moglie, del Fungo Norcino ...no comment).
Le date: 10-11-12 e 17-18-19 settembre. Ben due weekend di scorpacciate!!!
Da non perdere!!!
Ecco un video di un paio di anni fa ... forse è un po' pompato, però dà un piccolo "assaggio" di quello che è la sagra.


sabato 4 settembre 2010

Pakistan e le emergenze dimenticate

In Pakistan, le alluvioni delle scorse settimane hanno provocato un disastro umanitario immane: milioni di sfollati, danni inestimabili, un numero di morti e feriti difficilmente calcolabile. Un quinto del territorio del Pakistan è sommerso dalle acque che, stagnando, diventano una pericolosa fonte di epidemie infettive.
Per non si sa quale ragione, però, di questa tragedia l'informazione ufficiale ha praticamente smesso di parlare, come se l'emergenza fosse finita. Nei giornali e nei telegiornali non si danno nemmeno indicazioni su come poter dare un piccolo contributo per aiutare.


Tra le tante possibilità di dare un aiuto, ne cito due:
MEDICI SENZA FRONTIERE: clicca qui
SAVE THE CHILDREN: Donazione di 2 euro inviando un sms al 45504 (da cellulari tim, vodafone, noverca e coop voce) o chiamando lo stesso numero da rete fissa telecom italia. La numerazione sarà attiva dal 4 al 27 settembre
UNICEF: clicca qui

domenica 29 agosto 2010

Acqua pazza in giardino

Acquapazza in giardino alla Mucca sul tiglio
A volte basta poco per far divertire i bambini (e non solo), abbiamo avuto modo di sperimentarlo quest'estate con diversi bambini: il gioco, collegato a un tubo d'acqua in giardino, fa impazzire le antenne della lumaca che spruzzano acqua in modo imprevedibile.

Vi assicuro, per un po' il divertimento e' assicurato!

Vacanze al lago di Vico: per non dimenticare...

Il team della mucca sul tiglio in vacanza al lago di Vico
E' stato bello finche' e' durato...

sabato 28 agosto 2010

www.airguitarworldchampionships.com


Campionato mondiale di Air guitar: un campionato in cui i concorrenti fanno finta di suonare una chitarra immaginaria. Ecco il vincitore!

venerdì 20 agosto 2010

L'arte di arrangiarsi

Il geniale Sebastian Perez Pezzani ha pensato bene di trasformare in una serie tv quello che da sempre i poveri fanno per vivere: arrangiarsi!
Current tv (una delle più interessanti e intelligenti tv via satellite creata da Al Gore ex Vicepresidente USA), trasmette in questi giorni una serie di 6 puntate realizzate in giro per il mondo, tra una rosa di nazioni particolarmente povere, dove la popolazione, in mancanza di mezzi di sostentamento, escogita strategie di vita-sopravvivenza davvero sorprendenti per risolvere i problemi quotidiani...
Un continuo bombardamento di esempi di "intelligenza creativa", una caratteristica che richiede intuizione, inventiva, immaginazione, concretezza, capacita' che si sviluppano in modo spontaneo in assenza di mezzi di sostentamento continui.

Sono particolarmente affascinata dalla creativita' legata alla poverta'/mancanza di mezzi, probabilmente perche' l'ho vissuta personalmente nella mia infanzia/adolescenza, quando vedevo continuamente i miei genitori che, per necessità, costruivano e trasformavano oggetti (a quei tempi me ne vergognavo, perche' mi facevano sentire povera, oggi ne sono fiera e orgogliosa).
L'
arte di arrangiarsi richiede intelligenza "pratica" e "creativa" in buone dosi. Caratteristiche che secondo me hanno anche i napoletani... (sono un po' di parte!).

buen vivir 2


Torno a parlare del libro
Buen vivir, il libro di Giuseppe De Marzo perché ho avuto modo di vedere un'intervista all'autore nel programma TG3 Linea Notte (quella che vedete su non è l'intervista a cui mi riferisco, ma altrettanto interessante). Le cose che ha detto mi fanno ancor più apprezzare il suo lavoro editoriale, che non racchiude un'idealistico sogno di cambiamento, ma una concreta proposta di ripensamento del nostro modello di sviluppo.

Solo due citazioni (che per praticità sintetizzo) da questa interessante intervista, che danno anche il senso del libro:
1. Se esportassimo il modello di sviluppo occidentale e quindi tutti consumassimo come consumiamo noi nel mondo occidentale, avremmo bisogno, per soddisfare questi consumi, di 5 pianeti in più: una prova evidente del fatto che questo modello di sviluppo non è più sostenibile.
2. Che nuovi modelli di sviluppo possano essere ritrovati nel sud del mondo può essere comprovato da diversi esempi. Uno per tutti. Il governo ecuadoregno ha fatto un'originale proposta ad alcuni Paesi occidentali: l'Ecuador avrebbe smesso di creare nuovi pozzi di petrolio (e quindi avrebbe smesso di sfruttare la terra, di deforestare la foresta amazzonica, di inquinare) se quei Paesi avessero pagato la metà dei potenziali barili di petrolio non estratto. La cosa incredibile è che alcuni Paesi (Germania, Svizzera e Francia) hanno accettato la proposta: questo si è tradotto, tra le altre cose, in 400 milioni di tonnellate di CO2 in meno nell'atmosfera.

Che dire? Mi sembra proprio che valga la pena di leggere questo libro ...

ORIOLO RICICLONE!!!


Oddio, detta così sembra un'offesa. Invece, è tutt'altro!!!
Oriolo Romano, Comune “riciclone” del centro Italia.
Mi sento ancora più orgoglioso di essere diventato oriolese ... Oriolo, infatti, è stato proclamato da Legambiente il vincitore 2010 tra i comuni del centro Italia sotto i diecimila abitanti, per aver ottenuto il miglior indice di buona gestione dei rifiuti.

lunedì 9 agosto 2010

Bune vivir: democrazia, ecologia, sviluppo

Una segnalazione "preventiva" (nel senso che il libro non l'ho ancora letto, ma i presupposti sembrano molto favorevoli).
Si tratta del libro di Giuseppe De Marzo, Buen vivir, per una nuova democrazia della terra. In poche parole, l'autore si chiede se non si possano ripensare le idee di democrazia e di sviluppo coniugandole a quelle di salvaguardia dell'ambiente e rispetto per l'umanità.
Ovviamente la tesi è che, sì, tutto questo è possibile e che, anzi, in alcune parti del mondo, soprattutto del cosiddetto Terzo Mondo, si sta già tentanto di realizzarlo.
Il volume è arricchito da una postfazione di Gianni Minà, che di questi temi si occupa da tanto tempo, e dalla prefazione dell'argentino Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel della Pace nel 1980.
Che dire?! Non resta che leggerlo!!! Fatemi sapere ...

Maclura pomifera: un frutto di cervello o cervello di frutta?

Maclura aurantiaca - Maclura pomifera - Osage orange - Frutto cervello verde
Maclura pomifera con il suo tipico frutto "cervello verde" NON COMMESTIBILE,
è utilizzata soprattutto come siepi anti uomo a causa delle sue potenti spine



Il cervello qui a "LaMuccaSulTiglio" certo non manca...

Tranquilli, non stiamo parlando di noi, ma di una pianta presente tra gli alberi della nostra siepe: la Maclura pomifera che produce un frutto molto particolare che somiglia ad uno strano cervello verde e rugoso. Potevamo avere una siepe normale? certo che no!

Ecco alcune note tecniche/curiosità: 

Nome: Maclura pomifera
(conosciuta anche con il nome di Maclura aurantiaca 
- Horse-apple - Bois D'Arc - Osage orange - Mock orange - Cervello di scimmia - Hedge-apple - Horse-apple - Hedge ball - Bois d'arc - Osage orange - Moro degli Osagi).
Divisione: Spermatophyta.
Sottodivisione: Angiospermae.
Classe: Dicotyledones.
Famiglia: Moraceae.
Altezza: 8-12 metri.
Crescita: molto veloce.
Chioma: folta ed irregolare.
Frutto: Non commestibile, diametro 8-15 centimetri, verde e rugoso, consistenza legnosa, lattiginoso (da noi non accade, ma sembra che gli scoiattoli nei tempi di magra, si nutrano dei semi contenuti nel frutto).
Corteccia: molto fessurata, contenente buone quantità di tannino (sostanza usata per la concia delle pelli).
Legno: pesante, duro, flessibile ed elastico (nel Lazio viene anche detto "legno d'arco"), resistente al tempo ed alle intemperie.

Foglie:  grandi e lucide (molto simili a quelle dell'arancio) in autunno si ingialliscono e cadono.


Una foglia di maclura pomifera su un tappeto di foglie rosse di Prunus cerasifera
Una gigantesca foglia di Maclura pomifera (Osage orange)
su un tappeto di foglie rosse di prunus cerasifera

Pianta tintoria: dalle radici si estrae un colorante naturale denominato morina, un giallo vivo molto prestigioso.

Originaria del Nordamerica, veniva usata dalla tribù degli Osage (indiani d'America) per la costruzione di archi e per ricavare un pigmento naturale di colore giallastro con il quale si tingevano il volto. In Europa viene introdotto nel 1818 (in Italia nel 1827).

Una foglia di maclura pomifera su un tappeto di foglie rosse di Prunus cerasifera
Nell'800, quando le piante di gelso bianco si ammalarono,
si tentò di 
nutrire i bachi da seta con le foglie di maclura pomifera

 Nell'800 i gelsi bianchi utilizzati per l'allevamento dei bachi da seta, incominciarono ad ammalarsi e morire, mettendo fortemente in crisi tutta catena produttiva della seta. Il problema inizialmente fu parzialmente risolto sostituendo i gelsi con piante di Maclura pomifera. Ma in seguito si rivelò un buco nell'acqua: le foglie avevano scarso potere nutrizionale rispetto al gelso.
In Italia oggi viene usata nelle siepi a scopo ornamentale o come pianta da difesa per la presenza sui rami di lunghe e acuminate spine che rendono la siepe impenetrabile.



Macula pomifera, Osage orange - Cervelli verdi a terra
In autunno i misteriosi frutti cervello dall'aspetto rugosodelle nostre piante di Osage orange cominciano a cadere uno dopo l'altro,
con profondi tonfi squarciano il silenzio della campagna



venerdì 9 luglio 2010

Occhio al Pao (Period after opening)

Fate attenzione, anche i cosmetici sono soggetti a deterioramento!

In assenza di una data di scadenza sulla confezione, bisogna affidarsi al PAO (Period after opening) che significa periodo massimo di utilizzo del prodotto dopo l'apertura.
Indicando tale limite, la casa produttrice ne garantisce qualità e integrità a dispetto del fatto che il prodotto venga toccato con le mani e che sia a contatto con l'aria.

Nei paesi dell'Unione europea il simbolo PAO è obbligatorio per tutti i prodotti cosmetici di durata inferiore a 30 mesi ad eccezione di prodotti monouso.

lunedì 28 giugno 2010

Alpe di Siusi, mon amour....

Finalmente, dopo qualche anno di astinenza, siamo riusciti a tornare in montagna. Ed è subito riscoccato l'amore!
Per ovviare alla fisiologica difficoltà di scegliere la destinazione (fisiologica perché io amo ritornare nei posti che mi hanno colpito, mentre Antonietta ama sperimentare sempre posti nuovi...), abbiamo da un po' di tempo deciso che avremmo fatto a turno.

Quest'anno toccava a me scegliere: ho deciso che saremmo tornati sull'Alpe di Siusi, in Alto Adige.

L'inizio della vacanza non è stato eccezionale: arrivati a Siusi, abbiamo trovato pioggia e freddo (la mattina dopo, inaspettatamente, l'Alpe era imbiancata dalla neve!). Ma, dal giorno successivo, sole, temperature in salita e ... vai con scarponi ai piedi a fare splendide camminate. Naturalmente tutto contornato da fantastiche colazioni (uova, speck, formaggi, pane al sesamo, alle noci ... cereali di ogni genere... succo di mela, centrifughe di frutta) e deliziose cene. Senza scordare, ovviamente, i pranzi: non banali panini da intermezzo nelle camminate, ma gustosi pranzetti in malghe (polenta di grano saraceno, canederli, gulash .... e tanto altro ancora).

E, a rendere tutto ancora più bello, una fantastica compagnia: non citerò tutti, ma, per tutti (non me ne vogliano gli altri), la piccola, grande Milù, un fantastico cagnolino che ci ha fatto da apripista e da mascotte in tutte le camminate.

Insomma, Alpe di Siusi: vi consiglio di andarci!!!

sabato 5 giugno 2010

STIRARE? NO, GRAZIE!

Stirare? NO GRAZIE!, basta sbattere i panni bene prima di stenderli... - www.lamuccasultiglio.it
Stirare? NO GRAZIE!
Basta sbattere bene i panni prima di stenderli...


Penso che le tradizioni di famiglia vadano perpetrate: infatti, come mia madre, NON AMO STIRARE...

Ho imparato da sempre a sbattere ripetutamente i panni appena lavati prima di stenderli, questo fa sì che le fibre si stendano bene e, alla fine da asciutti sembrano come stirati. Il bello era che lo pretendevo anche da Romano, che come al solito si ritrova coinvolto suo malgrado nelle mie elucubrazioni.

La mia era solo pigrizia, ma di recente proprio Romano mi ha fatto notare che adottavo senza saperlo una ECOSOLUZIONE. Infatti, su un importante quotidiano nazionale (Corriere o Repubblica, non ricorda), si suggeriva di sbattere i panni per fare meno fatica, ma soprattutto per consumare meno elettricità.
Come dire: faticare meno prima, per non faticare troppo dopo...
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